Ischia

Contesto

Nell’ambito del progetto di metanizzazione dell’isola di Ischia (NA), che prevedeva la realizzazione di un gasdotto che collegasse la terraferma, ovvero il litorale del Lago Fusaro nel comune di Bacoli (NA), a Punta San Pietro, nel comune di Ischia (NA), nel 2009 è stata eseguita la posa del gasdotto. Lo scavo della trincea per l’interro della condotta è stato pianificato attraverso la prateria di Posidonia oceanica antistante l’area di approdo. Nell’ambito del relativo decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA 10/2008) è stato prescritto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) a CPL CONCORDIA Soc. Coop, responsabile della posa del gasdotto Bacoli-Ischia (parte della rete di distribuzione Ischiagas S.r.l.), un trapianto di P. oceanica, come misura di compensazione del danno causato dalla trincea della condotta. Il tratto interessato dal corridoio di escavo del gasdotto, che ricade all’interno della prateria inclusa nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC IT8030010) ”Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara”, aveva una lunghezza di circa 400 m e una superficie complessiva pari a quella prescritta per il trapianto, a una profondità compresa tra i 7 e i 12 metri.

Il trapianto, di 1600 m2, è stato realizzato prima dello scavo della trincea, tra novembre 2008 e febbraio 2009, in aree individuate come idonee, in un’area collocata immediatamente a Sud-Est dal tracciato del gasdotto (Fig.1). Si sottolinea che nell’ambito dello stesso decreto è stato prescritto il ricoprimento della trincea con lo stesso materiale scavato, integrato se necessario da rottami di roccia grossolani al fine di favorire la colonizzazione spontanea del tracciato dello scavo da parte della prateria di Posidonia adiacente e di monitorare l’evoluzione della potenziale ricolonizzazione per 10 anni.

Figura 1 – Area interessata dal trapianto
con le delimitazioni dell’attuale Sito di
Importanza Comunitaria (SIC)

 

Tecnica di trapianto

Per ancorare le talee al substrato sono state utilizzate cornici in cemento di 50×50 cm (Figura 1), con lume interno 40×40, per una superficie utile pari a 1600 cm2. Lo spessore delle cornici è di 6-8 cm. Esse sono armate con rete di ferro zincato a maglia poligonale, di luce adatta a trattenere le talee (circa 1,5-2 cm). La messa a dimora delle talee avviene a mano in immersione subacquea (Fig. 2), semplicemente infilando i rizomi nelle maglie della rete poligonale, in modo che il rizoma stesso o le radici siano a contatto con il sedimento. Le maglie della rete metallica impiegata è sufficientemente duttile, da poter essere schiacciata e assicurare saldamente la talea al modulo di ancoraggio. La tecnica è stata utilizzata su un fondo sabbioso.

Figura 2- Modulo di ancoraggio delle talee.

 

Monitoraggio pregresso del trapianto del 2008-2009

Dopo tre mesi dal termine delle operazioni di trapianto delle talee, si è proceduto all’avvio delle attività di monitoraggio, che ha avuto durata di cinque anni. Le attività eseguite nel corso della fase di monitoraggio sono state di tipo distruttivo e non distruttivo. Ai fini del monitoraggio non distruttivo sono state eseguite solo misure in situ, sia per le aree di trapianto, sia per la prateria al contorno. Quattro volte l’anno, per cinque anni, sono state effettuate le seguenti misure in immersione:

  • conta delle talee residue e/o numeri fasci per modulo
  • determinazione dell’accrescimento fogliare attraverso il metodo di Zieman (1974) secondo quanto preconizzato da Ott (1980), con l’esclusione del tempo 0, al quale viene eseguita la sola punzonatura delle foglie
  • determinazione del rango e della lunghezza/larghezza della foglia più lunga
  • determinazione dello stato degli apici e stima del tessuto bruno
  • valutazione qualitativa della comunità epifita delle foglie

 

Dopo un monitoraggio di 5 anni (maggio 2009 – marzo 2014) con cadenza trimestrale, come da prescrizione ai sensi del Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA 10/2008), il monitoraggio è stato replicato su base volontaria nel settembre 2015 ed ottobre 2017 eseguendo solamente le conte delle talee residue in continuità con il protocollo di monitoraggio sopra descritto.

Figura 3 – Schema temporale delle campagne di monitoraggio eseguite sul sito di Ischia dal momento del trapianto

 

Attività di monitoraggio nell’ambito del LIFE SEPOSSO

Tra il 17 e il 20 Settembre 2018 il Partenariato SEPOSSO ha partecipato alle attività di campo sul sito di trapianto di Ischia. Nello specifico hanno partecipato alle attività complessivamente 8 subacquei afferenti all’Università di Roma “Tor Vergata”, ISPRA, ARPAT, AdSP-MTS e Università di Palermo. Nell’ambito di queste attività è stato effettuato un briefing pre-immersione, dove l’Università di Roma “Tor Vergata”, sulla base dell’esperienza maturata nelle precedenti fasi di trapianto e monitoraggio sul sito, ha coordinato le attività. Sono state eseguite le seguenti attività:

attività 2018:

  • conta del numeri fasci per modulo (in stazioni di trapianto)
  • stima di densità fogliare (in stazioni di controllo)
  • determinazione del rango e della lunghezza/larghezza della foglia più lunga
  • determinazione dello stato degli apici e stima del tessuto bruno
  • valutazione qualitativa della comunità epifita delle foglie
  • prelievo fasci per lepidocronologia su stazione di trapianto e su prateria naturale (su alcune stazioni selezionate)
  • campionamento di fauna associata mediante sorbona su stazione di trapianto e su prateria naturale (su alcune stazioni selezionate)
  • studi sulla microdistribuzione dei fasci su stazione di trapianto e su prateria naturale (su alcune stazioni selezionate)

attività 2019:

  • stima di densità fogliare nelle patch presenti su fasci trapiantati;
  • stime di copertura di P. oceanica nelle aree di trapianto;
  • indagini video-fotografiche nelle aree di trapianto volte alla realizzazione di foto-mosaici;
  • conta del numero di patch nelle aree di trapianto e misura delle patch più rappresentative;
  • conta del numero e misura della lunghezza dei fasci plagiotropi ai margini della cornice di trapianto
  • prelievo fasci per lepidocronologia su stazione di trapianto e su prateria naturale (su alcune stazioni selezionate)
  • campionamento di fauna associata mediante sorbona su stazione di trapianto e su prateria naturale (su alcune stazioni selezionate)
  • studi sulla microdistribuzione dei fasci su stazione di trapianto e su prateria naturale (su alcune stazioni selezionate)

 

Figura 4 – Radure di trapianto monitorate.

 

Filmato acquisito nel 2018 su radura 3 e radura 6