Augusta – Priolo Gargallo

Contesto

L’intervento di riforestazione con Posidonia oceanica è stato condotto dal 2012 al 2015 nell’ambito del Progetto di Ricerca e Formazione PON01_03112 “Tecnologie avanzate ecosostenibili finalizzate alla bonifica ed al ripristino di aree marine costiere degradate (TETIDE)” (PON R&C 2007-2013, www.progettotetide.it).
L’area di intervento si trova all’interno del Sito di Importanza Nazionale (SIN) di Priolo Gargallo (SR), compreso nella fascia costiera interessata dalle attività del Polo Petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta e dichiarato nel 1990 dal Ministero dell’Ambiente “Area di elevato rischio di crisi ambientale”. In particolare, i fondali dello specchio di mare antistante il SIN mostrano oggi i segni evidenti dell’impatto ambientale provocato da decenni di scarichi industriali incontrollati, che hanno determinato la scomparsa di circa 1.200 ettari di P. oceanica. Tenuto conto dei beni e servizi forniti dalla prateria di P. oceanica in termini economici è stato stimato un danno valutabile in circa 2 miliardi di euro l’anno (Vassallo et al., 2013).
Il trapianto è stato realizzato su matte morta su una superficie totale di 2.500 m2 alla profondità di circa 12 m in località “Seno di Priolo” (Fig.1), in aree individuate come idonee al trapianto.

Figura 1 – Area interessata dal trapianto

Tecnica di trapianto

La presente tecnica ha previsto l’utilizzo di un dispositivo innovativo (brevetto depositato da Biosurvey S.r.l., Spin-off dell’Università di Palermo e IDEA S.r.l.) costituito da un sistema realizzato in plastica biodegradabile (bioplastica MaterBi) per il posizionamento in forma rapida ed efficace di talee di Posidonia oceanica sul fondo marino.

Tale sistema consiste in una struttura a raggiera, ancorabile sul fondo tramite un picchetto a fissaggio rapido (Figura 2). La struttura a raggiera è modulare con un nodo centrale, bloccato al picchetto mediante un opportuno sistema di attacco rapido a baionetta, e cinque braccetti su cui sono presenti un numero variabile di supporti (pinzette) per l’ottimale fissaggio delle talee (Figure 2). In particolare, tenuto conto che P. oceanica presenta rizomi con sezione ellittica, la pinzetta è stata configurata in forma ovale così da ottenere un migliore inserimento del rizoma.

Le talee prelevate per il trapianto vengono inserite nelle pinzette dei braccetti, caratterizzate da un profilo adatto alla specie vegetale da trapiantare e da fascette antistrappo opportunamente sagomate. La struttura a raggiera viene preparata fuori dall’acqua bloccando i braccetti con le talee al nodo centrale. L’operatore subacqueo, dopo avere poggiato il puntale sul fondale, utilizzando un apposito avvitatore (manuale o ad aria compressa) introduce tutto il picchetto nel substrato. Successivamente la struttura a raggiera precedentemente predisposta viene bloccata alla testa del picchetto mediante un sistema rapito a baionetta. La densità e la forma dei braccetti di impianto dipendono dalla condizione specifica del fondale.

Figura 2- Modalità di montaggio del supporto biodegradabile in Mater-Bi assemblato a raggiera e particolari dei singoli moduli

 

Monitoraggio pregresso del trapianto del 2014

Al termine delle attività di trapianto (avvenute in due tempi, a giugno 2014 e a novembre-dicembre 2014) si è proceduto all’avvio delle attività di monitoraggio, proseguite fino al novembre 2015 nell’ambito del Progetto TETIDE, e poi continuate fino al dicembre 2016, nell’ambito del Progetto PON03PE_00203 – MARINE HAZARD, per una durata complessiva di circa due anni. Il monitoraggio non distruttivo nelle aree di trapianto è stato eseguito quattro volte l’anno e sono state effettuate le seguenti misure in immersione:

  • persistenza dei moduli di ancoraggio
  • numeri fasci per modulo
  • mortalità e distacco delle talee
  • attecchimento delle talee
  • accrescimento dei rizomi plagiotropi (questo parametro acquisito annualmente);
  • lunghezza delle foglia più lunga

Nel contempo e con le stesse cadenze temporali in due aree della prateria donatrice sono stati misurati in quadrati permanenti di 0,5×0,5 metri la densità dei fasci e la lunghezza fogliare. In Fig. 3 sono rappresentate schematicamente le fasi temporali del trapianto e successivi monitoraggi.

Figura 3 – Schema temporale delle campagne di monitoraggio eseguite sul sito di Priolo Gargallo dal momento del trapianto

 

Attività di monitoraggio nell’ambito del LIFE SEPOSSO

Tra il 9 – 13 Luglio 2018 il Partenariato SEPOSSO ha partecipato alle attività di campo sul sito di trapianto di Priolo/Augusta. Nello specifico hanno partecipato alle attività complessivamente 6 subacquei afferenti all’Università di Palermo, all’Università di Roma “Tor Vergata”, ISPRA, ARPAT, AdSP-MTS e SETIN SRL. Nell’ambito di queste attività è stato effettuato un briefing preimmersione, dove l’Università di Palermo, sulla base dell’esperienza maturata nelle precedenti
fasi di trapianto e monitoraggio sul sito, ha coordinato le attività.

Il monitoraggio non distruttivo è stato effettuato su tutte le stazioni di monitoraggio presenti nel sito di Priolo. Sono state previste due campagne di monitoraggio (estate 2018 e estate 2019); la prima campagna è stata eseguita in seguito alle attività di condivisione tra il Partenariato, oggetto della presente Relazione. Sono state eseguite le seguenti attività, coincidenti con quanto effettuato negli anni precedenti:

  • persistenza dei moduli di ancoraggio
  • numeri fasci per modulo
  • mortalità e distacco delle talee
  • attecchimento delle talee
  • accrescimento dei rizomi plagiotropi
  • lunghezza delle foglia più lunga e determinazione dello stato dell’apice

 

Figura 4 – Mappe delle aree di Controllo (prateria donatrice) e di Trapianto

 

Filmato acquisito nel 2018 su area A