{"id":8708,"date":"2018-11-06T13:04:50","date_gmt":"2018-11-06T12:04:50","guid":{"rendered":"http:\/\/lifeseposso.eu\/?page_id=8708"},"modified":"2021-12-30T19:23:12","modified_gmt":"2021-12-30T18:23:12","slug":"sosteniamo-lattuazione-delle-direttive-europee-ambientali-_copy-3","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lifeseposso.eu\/?page_id=8708","title":{"rendered":"Le praterie di Posidonia oceanica"},"content":{"rendered":"<h2><em>Posidonia oceanica<\/em><\/h2>\n<h3>1. Caratteristiche biologiche<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_8749\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8749\" data-attachment-id=\"8749\" data-permalink=\"https:\/\/lifeseposso.eu\/?attachment_id=8749\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?fit=1298%2C1030&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1298,1030\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"infiorescenza_3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?fit=848%2C673&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-8749 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235-300x238.jpg?resize=300%2C238&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?resize=300%2C238&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?resize=768%2C609&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?resize=1024%2C813&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?resize=24%2C19&amp;ssl=1 24w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?resize=36%2C29&amp;ssl=1 36w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?resize=48%2C38&amp;ssl=1 48w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/infiorescenza_3-e1553781647235.jpg?w=1298&amp;ssl=1 1298w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8749\" class=\"wp-caption-text\">Infiorescenza di <em>Posidonia oceanica<\/em>. Posidonia, come le altre piante terrestri, produce fiori e frutti<\/p><\/div>\n<p><em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile, sebbene spesso confusa con le alghe, \u00e8 una fanerogama marina, ovvero una <strong>pianta che produce fiori e frutti<\/strong>. La specie \u00e8 endemica del mar Mediterraneo. La <strong>pianta<\/strong> \u00e8 organizzata in <strong>radici<\/strong>, <strong>fusto<\/strong> &#8211; detto <strong>rizoma<\/strong> a causa dell&#8217;<em>habitus<\/em> ipogeo &#8211; e <strong>foglie<\/strong>.<\/p>\n<p>I rizomi sono fusti modificati che presentano la caratteristica di accrescersi sia in senso orizzontale (rizoma plagiotropo o tracciante) sia verticale (rizoma ortotropo). I <strong>rizomi plagiotropi<\/strong>, che crescono orizzontalmente, hanno la funzione di ancorare la pianta al substrato, grazie alla presenza di radici sul lato inferiore, e di consentire la colonizzazione di nuove aree. I <strong>rizomi ortotropi<\/strong> invece, crescendo in altezza, contrastano il progressivo insabbiamento dovuto alla continua sedimentazione e permettono in tal modo di sfruttare al massimo lo spazio e la luce disponibili. Lo sviluppo in verticale <strong>determina un progressivo innalzamento del fondo<\/strong>, che d\u00e0 origine a una tipica formazione chiamata con termine francese <em>matte.<\/em> La <strong><em>matte<\/em> <\/strong>\u00e8 costituita dall&#8217;intreccio di pi\u00f9 strati di rizomi e radici di vecchie piante e dal sedimento intrappolato tra questi elementi; solo la sommit\u00e0 di questa formazione \u00e8 ricoperta da piante vive.<\/p>\n<p>Le foglie nascono dai rizomi ortotropi, sono nastriformi, con apici arrotondati, e sono di colore verde intenso; hanno una larghezza media di un centimetro e possono superare un metro di lunghezza. Sono differenziate in un lembo fotosintetizzante e in una base, presente solo nelle foglie che hanno raggiunto un certo grado di sviluppo, che \u00e8 pi\u00f9 o meno lignificata in rapporto all&#8217;et\u00e0. Il limite tra il lembo e la base \u00e8 rappresentato da una linea concava detta ligula, in corrispondenza della quale, al momento della caduta, le foglie si staccano, lasciando sul rizoma le basi. Queste con il tempo si riducono a sottili scaglie che persistono, formando una sorta di manicotto che avvolge il rizoma stesso.<\/p>\n<p><strong>Le foglie sono disposte in fasci<\/strong>, ognuno dei quali ne contiene in media sei o sette, distribuite a ventaglio: le pi\u00f9 vecchie, di maggiore lunghezza, sono localizzate esternamente al fascio, mentre le pi\u00f9 giovani, di taglia inferiore, si trovano nella parte interna. Particolare \u00e8 l&#8217;accrescimento delle foglie che si originano da un meristema basale anzich\u00e9 apicale: tale adattamento permette infatti la crescita della lamina fogliare anche quando l&#8217;apice, che ne diviene la parte pi\u00f9 vecchia, va incontro per primo a fenomeni degenerativi.<\/p>\n<p>Per quanto concerne gli aspetti riproduttivi, <em>P. oceanica<\/em> presenta modalit\u00e0 di riproduzione sia asessuata, sia sessuata. <strong>La principale modalit\u00e0 di riproduzione di <em>P. oceanica<\/em> \u00e8 quella asessuata<\/strong> o vegetativa mediante stolonizzazione; essa avviene attraverso la moltiplicazione e l\u2019accrescimento dei rizomi plagiotropi ed ortotropi. Questo processo \u00e8 particolarmente lento in quanto l&#8217;allungamento dei rizomi raggiunge mediamente 2 centimetri all&#8217;anno (Marb\u00e0 e Duarte, 1998); i rizomi plagiotropi crescono pi\u00f9 velocemente di quelli ortotropi. Dai rizomi plagiotropi possono, inoltre, originarsi ogni anno pi\u00f9 rizomi ad andamento sia orizzontale sia verticale. La<strong> riproduzione sessuata<\/strong> avviene mediante produzione di <strong>infiorescenze recanti 3-5 fiori ermafroditi<\/strong> (MATTM, 2008). Dai fiori maturano i frutti che, staccatisi dalla pianta, galleggiano fino alla rottura del pericarpo che libera il seme dal quale si svilupper\u00e0 una nuova pianta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>2. Caratteristiche fisiografiche e struttura della prateria<\/h3>\n<div id=\"attachment_8750\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8750\" data-attachment-id=\"8750\" data-permalink=\"https:\/\/lifeseposso.eu\/?attachment_id=8750\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?fit=1173%2C933&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1173,933\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;EZ Controller&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"fruttificazione_1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?fit=848%2C674&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-8750 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426-300x239.jpg?resize=300%2C239&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?resize=300%2C239&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?resize=768%2C611&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?resize=1024%2C814&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?resize=24%2C19&amp;ssl=1 24w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?resize=36%2C29&amp;ssl=1 36w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?resize=48%2C38&amp;ssl=1 48w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/fruttificazione_1-e1553783060426.jpg?w=1173&amp;ssl=1 1173w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8750\" class=\"wp-caption-text\">La prateria di Posidonia con i frutti attaccati alla pianta<\/p><\/div>\n<p>E\u2019 noto che <em>P. oceanica<\/em> \u00e8 una pianta che <strong>necessita di una forte illuminazione<\/strong>, da cui consegue come sia la <strong>trasparenza dell&#8217;acqua<\/strong> sia la <strong>profondit\u00e0<\/strong> siano fattori determinanti per la sua crescita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando <em>P. oceanica<\/em> incontra condizioni ambientali favorevoli, colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate <strong>praterie<\/strong>, caratterizzate da densit\u00e0 variabile, normalmente decrescente all\u2019aumentare della profondit\u00e0. Le praterie si estendono dalla superficie <strong>fino a circa 30-35 metri di profondit\u00e0<\/strong>, spingendosi oltre i 40 metri in acque particolarmente limpide.<\/p>\n<p><em>P. oceanica<\/em> \u00e8 presente pi\u00f9 comunemente su substrati mobili come sabbia pi\u00f9 o meno grossolana, talvolta mista a fango, ma anche su fondi detritici e rocciosi.<\/p>\n<p>In funzione della composizione si possono rinvenire praterie \u201cpure\u201d o <strong>monospecifiche<\/strong> (caratterizzate dalla sola specie <em>P. oceanica<\/em>) e \u201cmiste\u201d o <strong>plurispecifiche<\/strong> (caratterizzate dalla copresenza di pi\u00f9 specie di fanerogame), mentre sulla base della distribuzione della pianta sul fondo, le praterie sono definite \u201comogenee\u201d (distribuzione uniforme su tutta l\u2019estensione) o \u201cdisomogenee\u201d (distribuzione difforme, interrotta dalla presenza di canali, radure, ecc.) (Buia <em>et al<\/em>., 2003).<\/p>\n<p>In ogni caso, su qualsiasi substrato la pianta si insedi, essa modifica notevolmente il substrato originario di impianto; infatti, lo strato fogliare della fanerogama agisce come una sorta di trappola per le particelle in sospensione nella colonna d&#8217;acqua, facilitandone la sedimentazione (Dauby <em>et al<\/em>., 1995).<\/p>\n<p>Per quanto concerne l\u2019estensione, una prateria a <em>P. oceanica<\/em> \u00e8 definita da un &#8220;<strong>limite superiore<\/strong>&#8221; e da un &#8220;<strong>limite inferiore<\/strong>&#8220;. Il limite superiore corrisponde alla batimetria pi\u00f9 superficiale alla quale ha inizio la prateria ed \u00e8 sempre molto netto, mentre il limite inferiore, batimetria pi\u00f9 profonda in corrispondenza della quale termina la prateria, pu\u00f2 avere conformazioni diverse, tra le quali si individuano il limite progressivo, il limite netto, il limite erosivo e il limite regressivo (Meinesz e Laurent, 1978; Pergent <em>et al<\/em>., 1995). Per ulteriori approfondimenti si rimanda a Montefalcone (2009).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>3. Caratteristiche ecologiche<\/h3>\n<div id=\"attachment_8919\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8919\" data-attachment-id=\"8919\" data-permalink=\"https:\/\/lifeseposso.eu\/?attachment_id=8919\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?fit=3968%2C2976&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"3968,2976\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;TG-1&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;OLYMPUS DIGITAL CAMERA&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;OLYMPUS DIGITAL CAMERA&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"rizomi_matte\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?fit=848%2C636&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-8919 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?resize=300%2C225&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?resize=24%2C18&amp;ssl=1 24w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?resize=36%2C27&amp;ssl=1 36w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?resize=48%2C36&amp;ssl=1 48w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?w=1696&amp;ssl=1 1696w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/caratt_ecologiche_Tiz_02.jpg?w=2544&amp;ssl=1 2544w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8919\" class=\"wp-caption-text\">I rizomi di <em>Posidonia oceanica<\/em> nel loro fitto intreccio, o <em>matte<\/em>, ospitano una ricca comunit\u00e0 bentonica<\/p><\/div>\n<p>Le praterie di <em>P. oceanica<\/em> rappresentano<strong> una biocenosi molto complessa e ben strutturata<\/strong>, caratterizzata da un&#8217;elevata variabilit\u00e0 biologica delle comunit\u00e0 vegetali ed animali che la compongono (Buia <em>et al<\/em>., 2000). Tale biocenosi \u00e8 costituita dalla sovrapposizione di differenti popolamenti: quello<strong> fotofilo<\/strong> associato allo strato fogliare, e quelli sciafili associati ai rizomi e alla <em>matte<\/em> (Mazzella <em>et al<\/em>., 1989; Gambi <em>et al<\/em>., 1992; Buia <em>et al<\/em>., 2003). Le <strong>specie associate allo strato fogliare sono spesso esclusivamente presenti su <em>P. oceanica<\/em><\/strong><em>; <\/em>le specie associate ai rizomi, invece, non presentano elementi esclusivi e caratteristiche cos\u00ec peculiari, in quanto simili alle specie sciafile dell&#8217;infralitorale o del coralligeno circalitorale, in funzione della profondit\u00e0 e della quantit\u00e0 di luce corrispondenti (Boudouresque, 1968; Piazzi <em>et al<\/em>., 2002).<\/p>\n<p>Fra le specie presenti all\u2019interno della prateria si distinguono inoltre <strong>specie residenti<\/strong> e <strong>specie migratorie<\/strong>: le prime trascorrono l&#8217;intero ciclo vitale all&#8217;interno della prateria, mentre le seconde vi si trasferiscono dagli ambienti circostanti soltanto alla ricerca di cibo, di un riparo o per la riproduzione (Buia <em>et al<\/em>., 2000).<\/p>\n<p>L&#8217;ecosistema a <em>P.oceanica<\/em> costituisce inoltre <strong>aree <em>nursery<\/em> per gli avannotti dei pesci<\/strong> e rappresenta un rifugio per un grande numero di organismi, tra cui numerose specie di Pesci, Cefalopodi e Crostacei, anche di notevole importanza economica (Francour, 1997).<\/p>\n<p>La prateria riveste, quindi, un ruolo estremamente importante come polo di biodiversit\u00e0, in quanto <strong>ospita circa il 20-25% di tutte le specie presenti in mar Mediterraneo <\/strong>(MATTM 2008).<\/p>\n<p>E\u2019 noto che le praterie di <em>P. oceanica<\/em> costituiscono una delle componenti fondamentali dell\u2019equilibrio e della ricchezza dell\u2019ambiente litorale costiero mediterraneo. Esse sono caratterizzate da un\u2019<strong>elevata produzione di ossigeno<\/strong>, da un\u2019elevata biomassa vegetale e da una <strong>produzione primaria tra le pi\u00f9 alte, a livello mondiale<\/strong>, per l\u2019ambiente marino (Pergent <em>et al<\/em>., 1994; Pergent-Martini <em>et al.,<\/em> 1994). Una parte considerevole di questa produzione primaria (dal 25% all\u201985%, come riportato in Boudouresque <em>et al<\/em>., 2006) viene esportata sottoforma di foglie morte verso altri tipi di fondo, dove rappresenta una risorsa alimentare di grande importanza. La sostanza organica prodotta costituisce una fonte di cibo diretta e indiretta per numerosi organismi nonch\u00e9 il la base di una complessa rete trofica (Mazzella <em>et al<\/em>., 1992). Inoltre proprio questa sua caratteristica di elevata produzione primaria rende l\u2019ecosistema delle praterie di <em>P. oceanica<\/em><strong> in grado di sequestrare grandi quantit\u00e0 di carbonio chiamato \u201cblue carbon\u201d<\/strong> e quindi grandi quantit\u00e0 di anidride carbonica dall\u2019atmosfera (Mcleod et al., 2011) riuscendo cos\u00ec ad ossigenare notevolmente le acque costiere.<\/p>\n<p>L\u2019importanza delle praterie di <em>P. oceanica<\/em> supera quindi di gran lunga la superficie che esse occupano, pari a meno dell\u20191% dei fondali mediterranei (Boudouresque <em>et al<\/em>., 2006) rivestendo un ruolo fondamentale nell&#8217;economia generale delle aree costiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>4. Il ruolo delle praterie di<em> Posidonia oceanica<\/em> nella difesa della costa<\/h3>\n<div id=\"attachment_8827\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8827\" data-attachment-id=\"8827\" data-permalink=\"https:\/\/lifeseposso.eu\/?attachment_id=8827\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?fit=4128%2C3096&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"4128,3096\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;1.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-A320FL&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1542207625&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;40&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0019880715705765&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Banquette_Ago\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;La &amp;#8220;banquette&amp;#8221; di Posidonia oceanica spiaggiata&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?fit=848%2C636&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-8827 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?resize=300%2C225&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?resize=24%2C18&amp;ssl=1 24w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?resize=36%2C27&amp;ssl=1 36w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?resize=48%2C36&amp;ssl=1 48w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?w=1696&amp;ssl=1 1696w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/Banquette_Ago.jpg?w=2544&amp;ssl=1 2544w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8827\" class=\"wp-caption-text\">La &#8220;banquette&#8221; di <em>Posidonia oceanica<\/em> spiaggiata<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 noto che le praterie di <em>P. oceanica<\/em> <strong>svolgono un ruolo fondamentale sulla dinamica costiera<\/strong> in quanto possono agire sulla sedimentazione, almeno a scala locale, modificando il sedimento originario di impianto (Dauby <em>et al.,<\/em> 1995). Questo fenomeno \u00e8 dovuto alla duplice azione che le foglie viventi esercitano sia sul particolato fine che viene catturato ed imbrigliato tra i rizomi, sia sulle onde e le correnti la cui intensit\u00e0 viene notevolmente ridotta. La <em>matte<\/em> inoltre rappresenta una struttura allo stesso tempo elastica e rigida che<strong> pu\u00f2 assorbire una parte dell&#8217;energia delle onde<\/strong> (Fonseca <em>et al.<\/em>, 2007). Infine le foglie morte, trasportate a riva dalle correnti, costituiscono ammassi misti a sabbia che possono superare anche il metro di altezza (<strong><em>banquettes<\/em><\/strong>) e che <strong>rappresentano una protezione per le spiagge<\/strong>, attenuando i danni provocati dalle mareggiate (Jeudy de Grissac, 1984a), rappresentando perci\u00f2 un&#8217;importante cintura naturale di contenimento e di protezione delle coste dall&#8217;azione erosiva del moto ondoso.<\/p>\n<p>Considerate le possibili ripercussioni ambientali sulla fascia costiera derivanti da una gestione incauta delle <em>banquette<\/em> (Simeone e De Falco, 2013), \u00e8 evidente come <strong>l&#8217;applicazione dei principi della gestione costiera integrata<\/strong> costituisca un aspetto fondamentale di cui tenere conto in un\u2019ottica di pianificazione e programmazione degli interventi (ISPRA, 2010). Da ci\u00f2 deriva l\u2019auspicio che tali aspetti debbano essere affrontati nell\u2019ambito di linee guida consolidate e condivise, anche a livello locale.<\/p>\n<p>Nell\u2019intento di salvaguardare le praterie a <em>P. oceanica<\/em> quali barriere naturali contro l\u2019erosione costiera, assume un\u2019importanza basilare definire le aree occupate dalle praterie, studiarne gli aspetti strutturali, funzionali ed ecologici, mediante indagini di campo specifiche che permettano di ottenere sia cartografie aggiornate e di dettaglio, sia indicazioni affidabili circa lo stato di salute delle praterie e dei popolamenti ad esse associati (Pergent <em>et al.,<\/em> 1995).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Le cause di regressione delle praterie di <em>Posidonia oceanica<\/em><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_8918\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8918\" data-attachment-id=\"8918\" data-permalink=\"https:\/\/lifeseposso.eu\/?attachment_id=8918\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?fit=2811%2C1908&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2811,1908\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D200&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1557925474&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;60&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.000625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"recif_barriere_Ago\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Posidonia oceanica ha foglie lunghe e flessibili in grado di resistere alla forza dei frangenti&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?fit=848%2C576&amp;ssl=1\" class=\"size-medium wp-image-8918\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?resize=300%2C204&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?resize=300%2C204&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?resize=768%2C521&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?resize=1024%2C695&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?resize=24%2C16&amp;ssl=1 24w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?resize=36%2C24&amp;ssl=1 36w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?resize=48%2C33&amp;ssl=1 48w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?w=1696&amp;ssl=1 1696w, https:\/\/i0.wp.com\/lifeseposso.eu\/wp-content\/uploads\/recif_barriere_Ago.jpg?w=2544&amp;ssl=1 2544w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8918\" class=\"wp-caption-text\"><em>Posidonia oceanica<\/em> ha foglie lunghe e flessibili in grado di resistere alla forza dei frangenti<\/p><\/div>\n<p><em>Posidonia oceanica<\/em> <strong>risente in modo particolare delle variazioni della qualit\u00e0 dell\u2019ambiente<\/strong> e scompare allorch\u00e9 l\u2019inquinamento, inteso in senso lato, \u00e8 troppo accentuato; per questo motivo <em>P. oceanica<\/em> \u00e8 ritenuta un eccellente indicatore della qualit\u00e0 dell\u2019ambiente (Pergent <em>et al<\/em>., 1995; Montefalcone, 2009). Alcuni Autori asseriscono che <em>P. oceanica<\/em> mostra un disadattamento progressivo all\u2019ambiente Mediterraneo, che porta a una rarefazione naturale delle praterie, principalmente lungo le coste settentrionali (Blanc e Jeudy de Grissac, 1989). Lo scarso successo della riproduzione sessuata sembra aver portato nel tempo a una diminuzione della variabilit\u00e0 genetica all\u2019interno delle popolazioni, che potrebbe aver reso la specie pi\u00f9 vulnerabile rispetto ai cambiamenti delle condizioni ambientali (Procaccini <em>et al.,<\/em> 1996). Tuttavia, le principali cause di regressione delle praterie sono da collegare alla <strong>crescente pressione antropica<\/strong> agente sull\u2019ambiente costiero (quali il crescente inquinamento delle acque, la realizzazione di opere costiere, la posa di cavi e condotte sottomarini) che determina effetti sulla prateria essenzialmente riconducibili alle variazioni di torbidit\u00e0 della colonna d\u2019acqua e alle variazioni dei tassi di sedimentazione, nonch\u00e9 agli effetti diretti imputabili anche ai danni generati dalla pesca a strascico e dagli ancoraggi (Boudouresque <em>et al<\/em>., 2006).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019<strong>aumento di torbidit\u00e0,<\/strong> con la conseguente riduzione della trasparenza delle acque, riduce la capacit\u00e0 fotosintetica della pianta e risulta essere una delle cause pi\u00f9 frequenti di regressione delle praterie (Larkum e West 1983; Duarte 1991). L\u2019alta concentrazione di inquinanti organici, causando un eccessivo sviluppo algale, pu\u00f2 provocare sia un aumento della torbidit\u00e0 delle acque sia un eccessivo sviluppo di epifiti sulle foglie di <em>P. oceanica<\/em>. In entrambi i casi viene ridotta l\u2019intensit\u00e0 di luce che pu\u00f2 raggiungere la pianta, con conseguenze negative sulla sopravvivenza della stessa. Sostanze di vario genere (es. tensioattivi, metalli pesanti ecc.) possono inoltre causare necrosi dei tessuti, alterazioni morfologiche e comunque interferire negativamente con i normali processi di sviluppo della pianta (Capiomont <em>et al.,<\/em> 2000).<\/p>\n<p>Un altro aspetto molto importante che pu\u00f2 influire sullo stato di salute delle praterie di <em>P. oceanica<\/em> \u00e8 quello legato alla <strong>variazione dei tassi sedimentari<\/strong> sottocosta, indotta dalla realizzazione di opere costiere. La costruzione di porti e opere portuali in genere, nonch\u00e9 la realizzazione di opere di difesa rigida sono infatti interventi che possono interferire drasticamente con il normale regime idrodinamico e causare importanti alterazioni della dinamica sedimentaria, soprattutto a scala locale. E\u2019 noto che sia gli aumenti sia le riduzioni degli apporti sedimentari possono creare seri problemi alla sopravvivenza delle praterie, nel primo caso favorendone l\u2019insabbiamento e il conseguente soffocamento (Marb\u00e0 e Duarte 1997; Manzanera <em>et al<\/em>., 1998), nel secondo promuovendo lo scalzamento dei rizomi e rendendo quindi la prateria pi\u00f9 sensibile ai fenomeni erosivi (Jeudy de Grissac, 1979; Astier, 1984).<\/p>\n<p>Infine, laddove la prateria presenta importanti segni di sofferenza con matte morta, il suo stato di salute pu\u00f2 subire un ulteriore peggioramento con l\u2019<strong>introduzione di specie alloctone<\/strong> che possono entrare in competizione con <em>P. oceanica <\/em><em>(<\/em>Montefalcone <em>et al.<\/em>, 2007, 2010<em>)<\/em>, come nel caso dell\u2019espansione di due specie di alghe verdi di origine tropicale appartenenti al genere <em>Caulerpa<\/em> (de Villele e Verlaque, 1995).<\/p>\n<p>Per una disamina esaustiva delle cause di regressione delle praterie di <em>P. oceanica<\/em> si veda Boudouresque <em>et al<\/em>., 2006.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"center-inner\">\n<div style=\"margin: 0 auto;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LeBdd-jJT6U\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Video realizzato da ISPRA in collaborazione con il\u00a0progetto ScieNcEToghether &#8211; NET<br \/>\nper la Notte Europea dei Ricercatori 2020 finanziato dalla Commissione Europea<br \/>\nnell&#8217;ambito delle azioni Marie Sklodowska-Curie (G.A.955459).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Bibliografia<\/h2>\n<p>Astier J.M. 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La specie<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"parent":132,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"footnotes":""},"class_list":["post-8708","page","type-page","status-publish","hentry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P9BUJq-2gs","jetpack-related-posts":[{"id":10628,"url":"https:\/\/lifeseposso.eu\/?page_id=10628","url_meta":{"origin":8708,"position":0},"title":"Azione B.4: Corsi di formazione del progetto SEPOSSO","author":"lifeFB","date":"30 Marzo 2021","format":false,"excerpt":"I corsi di formazione sono mirati alla condivisione delle conoscenze e degli strumenti messi a punto per la gestione delle praterie di Posidonia oceanica nelle valutazioni ambientali. 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